Così Sacconi e De Michelis guardano a Oriente
Venerdì, 5 Febbraio 2010 | Categoria: CulturaGianni De Michelis è veneziano, Maurizio Sacconi di Conegliano, due passi da Treviso. L’analisi potrebbe essere bollata come figlia del più classico orgoglio delle origini. Ma Dialogo a Nordest, appena edito da Marsilio, è più di un inno agli eredi della Serenissima. Sacconi coglie ad esempio nel Nordest di oggi una «frattura del senso comune» fra localisti e cosmopoliti, che altro non sarebbe - almeno nella accezione comune - parte della nota cultura che divide da sempre lagunari e non lagunari. Da un lato Sacconi vede i fautori di una cultura cosmopolita abituata ad alzare lo sguardo (forse fin troppo) fino a Tokyo e Shanghai, dall’altra coloro che rimpiangono il caro vecchio Veneto, povero e pastorale, sincero ma chiuso.
Il Nordest, come il resto del Paese, resta afflitto da un alto abbandono scolastico. Ci sono solo 15 scuole ogni centomila abitanti e coloro i quali svolgono attività educative sono il 6,9% della popolazione, «meglio della media nazionale ma sempre insufficiente». Poi ci sono i problemi dell’integrazione: per Sacconi il Nordest dovrebbe sfuggire tanto dal «multiculturalismo indifferente» di matrice anglosassone quanto dall’«assimilazionismo arrogante», la strada scelta dalla Francia. La terza via è «il modello dell’identità aperta»: formazione e selezione nei Paesi d’origine, rispetto degli accordi di integrazione, conquista della «cittadinanza a punti». Per tessere quelle che De Michelis definisce le «nuove vie della seta» e ritrovare lo «spirito di Marco Polo» c’è insomma bisogno di «alzare lo sguardo davanti a sé». Un gesto di cui, a guardar bene, ci sarebbe bisogno ovunque: a Venezia come a Brescia, a Napoli come a Milano, a Genova come a Palermo.
Autore: Gianni De Michelis e Maurizio Sacconi
Titolo: Dialogo a Nordest
Edizioni: Marsilio
Pagine: 160
Prezzo: euro 12
Fonte: lastampa.it - Libri
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